Napoli, Convento Di Santa Chiara, Antica Mappa Topografica, Architettura, Pianta immagine 1

Napoli, Convento Di Santa Chiara, Antica Mappa Topografica, Architettura, Pianta

Valore stimato — 52.49

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CONVENTO DI SANTA CHIARA


CUNEO



Interessante edizione antica e d'epoca,

mappa architettonica o topografica dell' antico complesso monastico napoletano;

misura circa cm. 15,5x10,5 (l'intero foglio); impressa a cura della Vallardi (Milano) su disposizione del TCI per una antica guida storico-locale o turistica del primo '900.


DI INTERESSE CARTOGRAFICO, STORICO-LOCALE, COLLEZIONISTICO


Buona conservazione generale, segni e difetti d'uso e d'epoca, usuali difetti vari marginali,

stampa meritevole anche di essere inserita sotto passpartout ed incorniciata.

(l'immagine allegata raffigura un particolare dell'intero foglio, eventuali ulteriori informazioni a richiesta)

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Chiesa di Santa Chiara 

Il complesso monastico di Santa Chiara nacque, dal 1310, per volere di Roberto d'Angiò e della sua seconda moglie Sancia di Maiorca. Nucleo centrale del monastero, destinato ad ospitare sia Clarisse che Frati minori, è la chiesa, costruita dall'architetto napoletano Gagliardo Primario secondo le semplici forme dell'architettura gotica francescana. L'originaria struttura, dopo aver subito un pesante rifacimento barocco nel XVIII secolo, fu gravemente danneggiata da un incendio, scoppiato durante i bombardamenti del 1943. L'intervento di ricostruzione del dopoguerra ha ripristinato il primitivo aspetto gotico. L'edificio, costruito in tufo e con alcuni elementi in piperno, presenta una facciata con pronao a tre archi ogivali e con un unico spettacolare ornamento, un rosone di 8 m. di diametro, decorato da un raffinato traforo marmoreo. Poco distante si erge il campanile, la cui costruzione fu avviata nel 1328. L'interno della chiesa è costituito da un'ampia navata rettangolare con cappelle laterali e coperta da una volta a capriate lignee. Alle spalle della parete di fondo si sviluppa l'ex Coro delle Clarisse, in cui si conservano labili tracce degli affreschi di Giotto. Nata come cappella di corte, Santa Chiara fu teatro delle manifestazioni religiose e civili del periodo angioino e in essa trovarono sepoltura i regnanti della dinastia, i loro discendenti, nonchè i maggiori dignitari di corte. Maestoso, in fondo alla navata, si erge il Sepolcro di Roberto d'Angiò, opera dei fiorentini Giovanni e Pacio Bertini. Allo scultore senese Tino di Camaino ed alla sua bottega spettano invece il Sepolcro di Carlo di Calabria, figlio di Roberto d'Angiò (1330-1333 ca.) ed il Sepolcro di Maria di Valois, seconda moglie di Carlo di Calabria (1333-1338 ca.), entrambi addossati alla parete destra del presbiterio. La ristrutturazione settecentesca del complesso monumentale interessò anche il Chiostro Grande o delle Clarisse, mentre è rimasto quasi inalterato il medievale Chiostro dei Francescani, annesso all'ex convento dei Frati minori, che ospita dal 1937 le monache di clausura. (da internet)

 
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